Dunque, ascoltate bene.
Chiunque fosse interessato, può prendere spunto: facciamo così.
Per 'rivoltarsi' è sufficente che ognuno di noi apra dove gli pare un blog. Unico obbligo, il titolo, che deve essere uguale per tutti i blog, come la divisa dei soldati di un esercito: "MINCHIATE LETTERARIE", il titolo.
Nessun dovere. Nessuna password. Nessun Capo (di) blog.
Ad accomunarti agli 'altri',
1. il titolo del blog;
2. il fatto di dover (senza obblighi diaristici di alcun tipo) elencare frasi a minchia che siano state dette da scrittori, saggisti, critici, arredatori, stilisti, arredatrici (queste ultime categorie sono facoltative, così come se ne possono aggiungere altre a piacere e volontà) su LA LETTERATURA, IL ROMANZO, soprattutto sui (o nei) romanzi italiani.
In breve tempo avremo una BOSCAGLIA, o una SCURAGLIA piena di frasi MINCHIONE.
Tutti questi BLOG Separati formeranno un SURBLOG accomunato dal nome che ripeto: MINCHIATE LETTERARIE.
Asor Rosa starebbe mano nella mano con Segre. La Cutrufelli con Del Giudice. Ferroni si abbraccerebbe a, che ne so, Luperini.
L'effetto: ci aiuteremo gli uni con gli altri a leggere bene. Impareremo a evitare a dire anche noi (io) solenni minchiate. Lo potremo fare liberamente, anche coperti dall'anonimato.
Uno poi che fa?
Va su google, cerca MINCHIATE LETTERARIE e si guarda i blog, in piena libertà. Ma non da dedicargli troppo tempo, no, uno legge il giornale, vede la minchiata e zac... se l'appunta, la ricopia. Ecco, è finito. Perché se no come si fa? Mica si possono stare a controllare tutte le solenni cazzate che sono state dette negli anni, no?