"In letteratura c'è stato come uno iato tra la generazione dei veri scrittori che mi avevano appena preceduto (Calvino, Moravia, Morante, Bassani...) e la generazione successiva alla mia. Io sono costretto a leggere - per ragioni, ahimè, di premi letterari - i giovani scrittori e vedo che c'è un'omologazione... c'è una lingua che non appartiene più alla letteratura ma che è la lingua della comunicazione. Di questi giovani scrittori, che poi sono cinquantenni, ne stimo solo due o tre."
Vincenzo Consolo, in un'intervista di Maria Teresa Meli su Io donna, supplemento del Corriere della Sera
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