Qualche estratto da un articolo di Maurizio Liverani, apparso su Il Giornale.
" 'Globalizzata e banale'. Con questo giudizio sprezzante Dominique Fernandez, appassionato esperto di letteratura italiana, ha voltato di colpo le spalle alla nostra produzione letteraria. [...] 'Tabucchi è esile, Busi è orrendo', dice il critico francese.[...] Chi sono questi uomini di lettere? Quelli che oggi il critico francese Dominique Fernandez accomuna nel termine 'disastro'. Sono alcuni 'librieri' che vivono di recensioni e che nel ventre della letteratura se ne stanno arronciliati come i famosi vermi, più noti come “tenie”. S’incappa in loro come si incappa nel colera; si deve già essere predisposti in maniera sufficientemente morbosa. Stanno al crocevia di tutti i premi letterari; ogni anno mettono le dita del polso delle lettere e se non avessero questo potere vivrebbero fino in fondo la loro bancarotta letteraria. Uno di questi si chiama Angelo Guglielmi, oggi assessore alla Cultura del comune di Bologna. Poi ci sono i critici che hanno una predilezione particolare per i letterati che stanno per indossare il cappotto d’abete, la famigerata cassa da morto.
[sulla seconda parte, quella sui critici, si può anche essere abbastanza d'accordo, ma, oh, la letteratura italiana contemporanea sarebbe solo Tabucchi e Busi? Bell'esperto. E poi, quel "globalizzata" - solo perché Tutto il ferro della Torre Eiffel è ambientato un po' a Parigi e un po' in Germania non è giusto dargli addosso così - c'è anche l'episodio italiano su Gadda, vivaddio!]



