"Io penso che sia morta la letteratura. Mi chiedo chi, oggi, faccia ancora letteratura, intendendo per letteratura una forma “alta” di espressione dello spirito. Pochi, forse neppure i Premi Nobel. Il problema è che dobbiamo scalare di una marcia o due, parlare al massimo di “narrativa” e riparametrare giudizi e valori. Di qui la morte della grande critica letteraria. D’altronde, i migliori critici non sono mai stati i critici di professione o i docenti universitari, ma alcuni tra i più importanti poeti e scrittori: Baudelaire, T. S. Eliot, Proust, Montale, Savinio, Pasolini, per fare qualche nome. Oggi siamo in una fase di recessione letteraria, i romanzi di intrattenimento hanno vinto la partita, l’editoria asseconda le quote aggiuntive di lettori, recensire non richiede più alcuna specializzazione."
Riccardo De Gennaro, sull'ultimo numero di Origine
[ci sono così tante cose, così tanto sbagliate, in queste parole di De Gennaro, che neanche vale la pena di iniziare a commentarle]



