sabato, 17 dicembre 2005

(non è proprio sulla letteratura, ma è stata erroneamente attribuita a una che da queste parti non è nuova)

"Come donna e come anarchica voglio aiutare una donna a diventare per la prima volta sindaco di Milano."

ATTENZIONE: nei commenti Matteo mi informa che la Pivano ha smentito la frase sopra riportata. Ricevo e segnalo, quindi; lascio ciononostante la frase come sorta di documento storico, testimonianza dello statuto di verità che ha rivestito nel corso di alcuni giorni sui più importanti organi di stampa nazionali (e quindi la minchiata l'hanno fatta e scritta loro, e non detta la Pivano).

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 12:34 | Permalink | commenti (7)
categoria:pivano
giovedì, 15 dicembre 2005

Che volete, son solo ragazzi, ma da queste foto promettono di diventar scrittori coi controfiocchi mediatici (sono i finalisti del Campiello Giovani di quest'anno - i nomi non sto mica a scriverveli).

Le colonne sono ovviamente tematiche: la prima è per i Durban's, le due centrali per "se sorrido vengo male allora provo con la smorfietta", nella quarta ci sono i weirdos. E l'ultima foto, a mo' di appendicolo, è per il migliore (classica geek cool grab da webcam - e penso sia un miracolo se in questo periodo ci siano anche dei termini in italiano).

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 02:16 | Permalink | commenti (10)
categoria:sguardi profondi
domenica, 11 dicembre 2005

Adesso, ho capito non voler fare lo sguardo profondo a tutti i costi, ma un po' di tono, suvvia!

(a partire dal centro per poi andare a sinistra e quindi in senso orario: Niccolò Ammaniti, Patrizia Valduga, Paolo Nori, Isabella Santacroce, Michele Monina, Sandro Veronesi, Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Carlo Lucarelli, Teresa Ciabatti, Elena Stancanelli)

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 00:06 | Permalink | commenti (6)
categoria:sguardi profondi
mercoledì, 07 dicembre 2005
Volevo subito dire che: sono per la libberazione dell'Iraq. Sono contro tutte le vessazioni, essendo che le subisco sul mio corpo di donna don le unghie pittate, e sono anche contro certe donne un po' troppo spiritosette (tipo la Scarparo) che, non so se avrete capito, la ODIO! Poi, sono a favore degli afghani, degli iracheni, dei cinesi, dei pakistani, dei drogati no, e manco degli omosessuali, perchè da noi si sfottono e basta. Infatti le donne omosessuali sono mascoline e aggressive, gli uomini femminili e troppo mite per me che ho un fondo (non lo dite, Macho!). Allora, chi mi libera da quella presenzialista della Scraparo? A proposito, ma la Scarparo chi è? Sarà il mio scarparo preferito (geox) con la parrucca.
postato da: patriciahearst alle ore 14:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:tu sei un luogo comune
mercoledì, 07 dicembre 2005
Chi è patriciahearst

Per tutta una serie di equivochi che si sono venuti a creare voglio chiarire la mia posizione. Sono una povera vessata. Vivo una situasione da Lacrime Amare di Petra von Kant, ma alla rovescia! Salvatemi. Già ieri ho scritto su vibrissebollettino.net  richiesta di aiuto che qui risposto. prego aiutarmi!


Non sono la Scarparo. L'unico che sa la verità è Gualtierokimota, ma se glielo chiedo mi dice che non si vuole mettere in mezzo. Sto vivendo un dramma vero. Sono una donna di 35 anni, che ha passato tre anni in Thailandia in seguito a una febbre malarica. Sono tornata in Italia e ho avuto la disavventura di incontrare la Scarparo. Con la scusa di scherzare , mi impone il suo modo di vivere, mi ha fatto aprire un blog con quel ridanciano di gualtiero, dove mi costringe a copiare con la scusa di capirci qualcosa e invece non capisce niente, tutto quello che vuole lei. Prima mi chiamavo la spazzadelposto.splinder.com, e lei approfittando della parola posto (ve lo dico si approfita di tutto e di tutto, state in guardia, fioretto ha ragione) mi ha contattata. Mi piaceva il suo sito, ci siamo viste. Adesso alterno rari momenti di felicità a una disperazione totale. Perchè devo vivere come se fossi la sua ombra. E' di una volgarità disarmante. Anche perchè lei va sempre in giro bene armata invece. Disarma noi e lei si arma. Come si arma! E frequenta gente armata. E logorroica. E' cinica e dura. Ma adesso salvatemi! Iannozzi, tu che sei umano, salvami!

A proposito c'è in giro qualcuno disposto a pubblicarmi (me, i miei racconti brevi, e anche le foto in cui si vedono i miei piedi, le altre foto in cui si vedono i piedi con le unghie pittate, e anche le altre foto con i piedi senza unghie pittate), o a farmi scrivere recensioni? Grazie di cuore a chi risponde.
postato da: patriciahearst alle ore 14:02 | Permalink | commenti (6)
categoria:azzittete patricia e nun sparà
mercoledì, 07 dicembre 2005

Pubblico di seguito alcuni brevi estratti (i più significativi) di una lunga intervista di Edoardo Dezani a Matteo Galiazzo, così vi risparmio la sofferenza di dovervela leggere tutta intera (se proprio ci tenete potete comunque reperirla qui). A fine di ogni estratto, fra parentesi quadra e in corsivetto, commenti miei.

Galiazzo: "In sostanza penso che se uno è contento non ci pensa minimamente a mettersi a scrivere, perché la letteratura è fondamentalmente lagnarsi di qualcosa attraverso delle alterazioni simulate del paesaggio esterno." [e un bel tiè! agli strutturalisti non vogliamo mettercelo?]

Dezani: "Tu intanto non scrivi più, perché fai l’informatico, ma in realtà stai scrivendo, perché l’informatica è l’epistemologia della letteratura, tutto è riconducibile a un’architettura tre livelli, l’universo è un database di eventi, che noi leggiamo attraverso l’application server che contiene le logiche della nostra conoscenza attuale, e poi c’è la letteratura che è l’interfaccia utente di tutto questo, l’Explorer." [vorrei commentare, ma, a leggere 'sta cosa, mi si è impallato il sistema. Forse devo espandere la ram, o cambiare la scheda grafica (tradotto in termini dezaniani: forse devo tornare nel Veneto e fare un corso alla Brain-up, o andare dall'oculista)]

Galiazzo: "(...) molta letteratura è sempre stata piena di riferimenti ad altra letteratura, e a me questo sembrava assurdo." [la tradizione, questa assurdità]

Dezani: "La ragione per cui uno scrive è sé stesso, perché esiste, per darsi una volontà di senso. Poi fa leggere le sue cose alle persone che gli piacciono, per conquistare delle tipe, e lì è la volontà di piacere. Poi cerca di pubblicare, per vivere di quello che scrive, perché la letteratura è ricerca (come tutte le altre attività, dall’avvocato al meccanico) così da avere tempo per continuare a ricercare, mentre se fai un altro lavoro hai meno tempo. Per vivere di quello che si scrive e acquisire prestigio sociale, e questa è la volontà di potere.Tu scrivi ancora? Solo per te stesso? La letteratura ti è servita per bekkare delle tipe, per conquistare prestigio sociale (mi ricordo quando eri in prima fila nella puntata di Fenomeni su Genova)?" [volontà di senso, di piacere, di potere - ma Dezani ragiona solo a triadi concluse?]

Galiazzo: "E soprattutto tutto questo non è molto importante, a causa di una cosa che ti dirò. Secondo me la cosa importante è il lettore, non lo scrittore. É l'osservatore che crea la realtà, e quindi è il lettore che crea il romanzo, fondamentalmente. Tu gli devi semplicemente fornire delle cose che funzionino da attivatori, o che passino il filtro, o che facciano girare la girandola. E' imprevedibile quello che succede al lettore [allora tanto vale scrivere assolutamente a caso]. Per lo più si annoierà, perché le cose che il tuo filtro ha lasciato passare magari vengono filtrare dal suo filtro, e quindi alla fine non passa niente. Se uno magari ha un filtro con i buchi esattamente uguali ai tuoi passa tutto, ma magari si annoia lo stesso perché dice Ehi, ma queste cose io le vedo tutti i giorni, che me le leggo a fare. E poi ci sono tutte le gradazioni intermedie, che son le più interessanti per il lettore." [altro che filtro, qua bisogna cambiare tutta la macchinetta del caffè]

Dezani: "Del resto ognuno è gratificato nel fare le cose che gli riescono bene, ma queste cose devono anche avere valore per il progresso della società, se il muratore con 5 figli dopo aver letto i libri di Galiazzo si fissasse di diventare scrittore senza averne i mezzi e quando lo capisce si ammazza, è poi la società che deve pagare per mantenere i figli." [e adesso cos'è questa pruderie durkheimiana?]

Galiazzo: "Se uno pensa di essere felice scrivendo benvenuto. È meglio che sappia in anticipo però che la cosa non gli darà mai da vivere. Se pensa di vivere di quello che scrive è meglio che si dedichi al superenalotto, perché ci sono molte più probabilità di sistemarsi. E questa forse è anche la misura più giusta dell'utilità di quello che uno scrittore produce." [quindi giocare al superenalotto è meglio che mettersi a scrivere. Magari leggersi qualche pagina di cronaca nera, prima di dare consigli del genere...]

Galiazzo [parlando del suo lavoro di informatico]: "Poi ti pagano regolarmente abbastanza da sopravvivere, e questo sì, ti fa sentire più socialmente utile: se qualcuno è disposto a sottrarsi del denaro, cazzo, stai facendo qualcosa che vale." [ehi, vedo che oltre alla teoria sociale classica ci siamo studiati pure Adam Smith - bene]

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 12:47 | Permalink | commenti (14)
categoria:dezani, galiazzo
lunedì, 05 dicembre 2005


Per carità. Io non voglio negare il fatto del femminismo, dell'evoluzione della donna, dei diritti, ma è diversa la questione della produzione di creazione. E che esista una scrittura al femminile è ancora un po' difficile da dire, nonostante gli studi della Zancan. Bisogna vedere poi…non basta che dietro ci sia una signora, invece che un signore. Perché allora come la mettiamo con i gay che scrivono? Sono maschi, sono femmine? Eppure c'è un sacco di letteratura che possiamo riportare a quello. O vogliamo fare come il Circolo Mieli e diciamo che creiamo un genere terzo ? Non credo.


(P. Mauri, da ilpostodeilibri.it   )


postato da: patriciahearst alle ore 21:20 | Permalink | commenti (7)
categoria:mauri, terzo sesso non credo
lunedì, 05 dicembre 2005

di Angela Scarparo


DLIN DLON: Questa è un'informazione pubblicitaria!

Chi fosse in arretrato di ore di riposo e di sonno, è invitato a trascorrere il prossimo fine settimana nella deliziosa località di Mondello. Il luogo, ideale per una vacanza, offre sedie comode e spaziose, su cui, addormentarsi placidamente e in modo profondo. Varie sono le occasioni di riposo. La prima, durante la quale verranno offerti cuscini gratis a tutti (per chi lo desiderasse di piuma d'oca è previsto un supplemento aggiuntivo di euro 10): il convegno su Pasolini: il'8 e il 9. Aprite bene le orecchie, poveri sofferenti, e ascoltate il soporifero titolo durante il quale anche il più sveglio fra gli svegli e la più arzilla fra le arzille, sarà costretto a crollare: Poesia e Politica,. Dopo Pasolini. Ehi, anzianotti e giovinette sempresvegli, dite la verità, resistereste?
E' prevista poi, per chi non fosse riuscito ad approfittare del convegno un'altra occasione d'oro: la premiazione finale. Nella deliziosa cornice della Baia di Mondello, anche chi non riuscisse a dormire nemmeno previa martellata in testa, troverà il modo di riposare almeno qualche ora: basta infatti dare un'occhiata all'età, ai nomi (si ricorda che  Renzo Arbore per l'occasione non canterà!) e ai titoli dei libri finalisti. Si ricorda ai signori insonni che anche durante la premiazione è prevista distribuzione gratuita di cuscini. Chi dovesse averne bisogno potrà trovare nelle toilette della deliziosa Baia, deliziosi spray monouso, dal delizioso nome di 'Profumalito'. Durante gli eventi, per consentire il riposo assoluto, non è consentito fumare, far entrare animali - fossero anche gozzaniani pappagallini! - nè alzarsi, e tanto meno sorridere. Grazie per l'ascolto. DLIN DLON!

E adesso sofferenti d'insonnia, andate avanti nella lettura! Vi pregusterete ciò che da sempre vi manca!

"Il Premio Il Premio Mondello Città di Palermo, uno tra i più antichi premi italiani e il primo ad essersi aperto alla letteratura straniera e alle opere prime, è giunto alla sua trentunesima edizione. Il Premio, promosso dall´Assessorato alla cultura del Comune di Palermo in collaborazione con la Fondazione Andrea Biondo e la Fondazione Banco di Sicilia, verrà preceduto, come da tradizione, da un convegno, dedicato quest´anno a Pier Paolo Pasolini, dal titolo Poesia e Politica. Dopo Pasolini. Il Convegno si terrà nei giorni 8 e 9 dicembre presso Villa Zito. La cerimonia di premiazione si svolgerà, come di consuetudine, nella baia di Mondello, il 10 dicembre. I premi vanno: per la sezione "Opera di autore italiano" a Giuseppe Conte, La casa delle onde (Longanesi), Maurizio Cucchi, Il male è nelle cose (Mondadori) e Raffaele Nigro, Malvarosa, (Rizzoli), per "Opera di Autore straniero" a Magda Szabò, La porta (Einaudi) per la sezione "Poesia" ad Attilio Lolini, Notizie dalla necropoli (Einaudi), per "L´Opera Prima" a Pier Carlo Rizzi, L´eredità dello zio Guido (Garzanti), per "L´Opera di traduzione" a Claudio Groff (Peter Handke, Le immagini perdute, Garzanti). Il "Premio per la Comunicazione" andrà a Renzo Arbore."

Le informazioni su questa cura ricostituente per sofferenti d'insonnia sono tratte da
librialice.

postato da: patriciahearst alle ore 18:43 | Permalink | commenti (2)
categoria:riposate a villa zito
lunedì, 05 dicembre 2005

Per una nuova sottosezione di "Sguardi profondi", ecco uno scrittore che mai e poi mai e poi mai avremmo pensato di dover mettere al muro. E invece.

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 00:20 | Permalink | commenti (9)
categoria:tabucchi, sguardi profondi
venerdì, 02 dicembre 2005

"In letteratura c'è stato come uno iato tra la generazione dei veri scrittori che mi avevano appena preceduto (Calvino, Moravia, Morante, Bassani...) e la generazione successiva alla mia. Io sono costretto a leggere - per ragioni, ahimè, di premi letterari - i giovani scrittori e vedo che c'è un'omologazione... c'è una lingua che non appartiene più alla letteratura ma che è la lingua della comunicazione. Di questi giovani scrittori, che poi sono cinquantenni, ne stimo solo due o tre."

Vincenzo Consolo, in un'intervista di Maria Teresa Meli su Io donna, supplemento del Corriere della Sera

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 00:43 | Permalink | commenti (9)
categoria:interviste, consolo
giovedì, 01 dicembre 2005

"In effetti credo che la letteratura sia a un punto morto, avviata su di un binario morto: però non ne ho mai fatto mistero. Anche a costo di attirarmi antipatie, giustificate e ingiustificate. Rileggevo un vecchio saggio di Edoardo Sanguineti qualche giorno fa... Poi il pensiero - chissà come, è volato a Tondelli - e allora ho capito una cosa banale: il vento di rinnovamento, di cambiamento, di proseguimento, poteva esserci. Ma Tondelli è morto. Ecco."

Giuseppe Iannozzi, in uno dei commenti del qui presente blog

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 01:02 | Permalink | commenti (3)
categoria:iannozzi
giovedì, 01 dicembre 2005

 “Avevo data l’ultima mano al mio libro 'La scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene', quando capitò in Firenze il mio dotto amico Francesco Trevisan, professore di belle lettere al liceo Scipione Maffei di Verona. Appassionato cultore degli studi foscoliani, fu egli eletto a far parte del Comitato per erigere un monumento in Santa Croce al Cantor dei Sepolcri. In quella occasione avendo avuto il piacere di ospitarlo in casa mia, mi parve opportuno chiedergli il suo savio parere intorno a quel mio culinario lavoro; ma ohimè! Che, dopo averlo esaminato, alle mie povere fatiche di tanti anni pronunziò la brutta sentenza: Questo è un libro che avrà poco esito.”

Dal capitolo “La storia di un libro che rassomiglia alla storia della Cenerentola”, tratto da La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. Manuale pratico per le famiglie compilato da Pellegrino Artusi. 790 ricette di Pellegrino Artusi (prima edizione nel 1891). Segnalato da Daldivano 

postato da: Gualtiero-kimota alle ore 00:49 | Permalink | commenti (2)
categoria: