“Cosa sta avvenendo nella nostra letteratura? Assolutamente nulla dagli anni sessanta, dai tempi di Calvino e di Pasolini. E anche del nostro Gruppo 63.”
Angelo Guglielmi sul Venerdì di Repubblica
“Cosa sta avvenendo nella nostra letteratura? Assolutamente nulla dagli anni sessanta, dai tempi di Calvino e di Pasolini. E anche del nostro Gruppo 63.”
Angelo Guglielmi sul Venerdì di Repubblica
"Trent’anni fa ci lasciarono Carlo Levi e Pier Paolo Pasolini. Vent’anni fa ci lasciarono Italo Calvino e Elsa Morante… un grande passato. Nessuno ha colmato questi vuoti, nessuno potrà più colmarli."
Goffredo Fofi sul Sole 24 Ore
"Occorre spazzare almeno in parte il campo da luoghi comuni, piccole viltà dell'io giudicante, conformismi in cui sono precipitate alcune rivolte, divagazioni struttorologiche, quiporquo psicanacritici, apparenti limpidezze storicistiche, o all'incontrario palloni-sonda astorici, giuochi di retorici tarocchi, falsi impegnidi ultrasinistra e spennacchiati impegni di destra, insomma da intoppi frequenti e, purtroppo, anche recenti, che ingombrano la procedura di una interpretazione del caso, -nella fattispecie la parola è appropriata - e ne ostruiscono i canali di penetrazione."
dall'introduzione (che è tutta una perla piena di passaggi di questo tipo, tanto che mi sa ne pescherò pure altri - anche se sarà dura trovare qualcosa che stia alla pari di "palloni sonda astorici", "giuochi" ancora con il dittongo e "quiproquo psicanacritici") di Gianni Nicoletti alla Nuova Justine del Marchese de Sade, edizione Newton Compton 1993, pp. VII-VIII
"Finché verso la fine, nel capitolo 17, l'autore introduce tra i personaggi alcune scimmie spaziali, e così si confessa e conferma la sua totale diserzione dalla tradizione real-pragmatistica della narrativa americana a favore di quella postmoderna e una totale adesione al mondo inafferrabile della realtà virtuale."
(dalla scimmia spaziale metaforica alla scimmia spaziale concreta. Quando non si può prescindere dalla realtà virtuale, ndDaldivano)
dalla post fazione di Fernanda Pivano a Fight Club di Chuck Palahniuk, Mondadori, collana Strade Blu, 2003 (grazie a Daldivano)
Oh, e che dire delle scrittrici italiane del 900, con gatto non vendibile separatamente? Dalla Morante alla Maraini (il cui gatto è evidentemente un ottimo esemplare di tassidermia), per finire con la Stancanelli.

(e notare che c'è sempre un ombrello di mezzo - deve significare qualcosa: un simbolo massonico, una metafora per illuminati, qualcosa - ne sono oramai certo)
Sguardi profondi, ovvero la sofferta profondità dell'essere scrittore, ovvero ma perché gli scrittori, in foto, devono sempre fare quello sguardo nazional-ammaliante tipo "ho visto e sentito e capito tutto del dolore di questa nostra esistenza" (e non parliamo poi dell'ombrello rosso)

Come avete modo di vedere, i contributi sono ben apprezzati. Solo una piccola nota: dove possibile, oltre al nome di colui che ha scritto o profferito la minchiata, sarebbe augurabile aggiungere anche il titolo del testo da cui è tratta e l'anno di produzione della stessa (e se proprio vi butta, pure l'editore).
Grazie a tutti quelli che hanno contribuito fino ad ora. La rivoluzione ne terrà conto.
Dunque, ascoltate bene.
Chiunque fosse interessato, può prendere spunto: facciamo così.
Per 'rivoltarsi' è sufficente che ognuno di noi apra dove gli pare un blog. Unico obbligo, il titolo, che deve essere uguale per tutti i blog, come la divisa dei soldati di un esercito: "MINCHIATE LETTERARIE", il titolo.
Nessun dovere. Nessuna password. Nessun Capo (di) blog.
Ad accomunarti agli 'altri',
1. il titolo del blog;
2. il fatto di dover (senza obblighi diaristici di alcun tipo) elencare frasi a minchia che siano state dette da scrittori, saggisti, critici, arredatori, stilisti, arredatrici (queste ultime categorie sono facoltative, così come se ne possono aggiungere altre a piacere e volontà) su LA LETTERATURA, IL ROMANZO, soprattutto sui (o nei) romanzi italiani.
In breve tempo avremo una BOSCAGLIA, o una SCURAGLIA piena di frasi MINCHIONE.
Tutti questi BLOG Separati formeranno un SURBLOG accomunato dal nome che ripeto: MINCHIATE LETTERARIE.
Asor Rosa starebbe mano nella mano con Segre. La Cutrufelli con Del Giudice. Ferroni si abbraccerebbe a, che ne so, Luperini.
L'effetto: ci aiuteremo gli uni con gli altri a leggere bene. Impareremo a evitare a dire anche noi (io) solenni minchiate. Lo potremo fare liberamente, anche coperti dall'anonimato.
Uno poi che fa?
Va su google, cerca MINCHIATE LETTERARIE e si guarda i blog, in piena libertà. Ma non da dedicargli troppo tempo, no, uno legge il giornale, vede la minchiata e zac... se l'appunta, la ricopia. Ecco, è finito. Perché se no come si fa? Mica si possono stare a controllare tutte le solenni cazzate che sono state dette negli anni, no?