martedì, 29 novembre 2005

“Cosa sta avvenendo nella nostra letteratura? Assolutamente nulla dagli anni sessanta, dai tempi di Calvino e di Pasolini. E anche del nostro Gruppo 63.”

Angelo Guglielmi sul Venerdì di Repubblica

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lunedì, 28 novembre 2005

"Trent’anni fa ci lasciarono Carlo Levi e Pier Paolo Pasolini. Vent’anni fa ci lasciarono Italo Calvino e Elsa Morante… un grande passato. Nessuno ha colmato questi vuoti, nessuno potrà più colmarli."

Goffredo Fofi sul Sole 24 Ore

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lunedì, 28 novembre 2005

"Occorre spazzare almeno in parte il campo da luoghi comuni, piccole viltà dell'io giudicante, conformismi in cui sono precipitate alcune rivolte, divagazioni struttorologiche, quiporquo psicanacritici, apparenti limpidezze storicistiche, o all'incontrario palloni-sonda astorici, giuochi di retorici tarocchi, falsi impegnidi ultrasinistra e spennacchiati impegni di destra, insomma da intoppi frequenti e, purtroppo, anche recenti, che ingombrano la procedura di una interpretazione del caso, -nella fattispecie la parola è appropriata - e ne ostruiscono i canali di penetrazione."

dall'introduzione (che è tutta una perla piena di passaggi di questo tipo, tanto che mi sa ne pescherò pure altri - anche se sarà dura trovare qualcosa che stia alla pari di "palloni sonda astorici", "giuochi" ancora con il dittongo e "quiproquo psicanacritici") di Gianni Nicoletti alla Nuova Justine del Marchese de Sade, edizione Newton Compton 1993, pp. VII-VIII

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sabato, 26 novembre 2005


Domanda:
Quali sono i critici che ti hanno impressionato di più?

Risposta:
Pietro Citati per il suo sapere immenso, in un territorio tra l'altro (la classicità) in cui io sono abbastanza debole. Enzo Siciliano per la acutezza di certe sue osservazioni. Tra i più giovani, Massimo Onofri per la profondità della sua conoscenza della tradizione italiana del novecento, e Emanuele Trevi per la sua capacità di formulare concetti che io riesco solo a percepire allo stato embrionale. Ma tendenzialmente, io prediligo le osservazioni degli scrittori a quelle dei critici puri.


S. Veronesi (risponde ad A. Scarparo) su ilpostodeilibri.it
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sabato, 26 novembre 2005
"Quasi senza saperlo, per una specie di grazia infusa, Irene Nemirovsky possedeva i doni del grande romanziere, come se Tolstoj, Dostoevskij, Balzac, Flaubert, Turgenev (solamente? una donna sola, no eh? Impossiboli. n.d.R.) le guidassero la mano mentre lei scriveva sui suoi quaderni."

Pietro Citati, La repubblica, 26 novembre, 2005
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sabato, 26 novembre 2005

"Finché verso la fine, nel capitolo 17, l'autore introduce tra i personaggi alcune scimmie spaziali, e così si confessa e conferma la sua totale diserzione dalla tradizione real-pragmatistica della narrativa americana a favore di quella postmoderna e una totale adesione al mondo inafferrabile della realtà virtuale."

(dalla scimmia spaziale metaforica alla scimmia spaziale concreta. Quando non si può prescindere dalla realtà virtuale, ndDaldivano)

dalla post fazione di Fernanda Pivano a Fight Club di Chuck Palahniuk, Mondadori, collana Strade Blu, 2003 (grazie a Daldivano)

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mercoledì, 23 novembre 2005

Oh, e che dire delle scrittrici italiane del 900, con gatto non vendibile separatamente? Dalla Morante alla Maraini (il cui gatto è evidentemente un ottimo esemplare di tassidermia), per finire con la Stancanelli.

(e notare che c'è sempre un ombrello di mezzo - deve significare qualcosa: un simbolo massonico, una metafora per illuminati, qualcosa - ne sono oramai certo)

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martedì, 22 novembre 2005

Sguardi profondi, ovvero la sofferta profondità dell'essere scrittore, ovvero ma perché gli scrittori, in foto, devono sempre fare quello sguardo nazional-ammaliante tipo "ho visto e sentito e capito tutto del dolore di questa nostra esistenza" (e non parliamo poi dell'ombrello rosso)

 

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lunedì, 21 novembre 2005

Come avete modo di vedere, i contributi sono ben apprezzati. Solo una piccola nota: dove possibile, oltre al nome di colui che ha scritto o profferito la minchiata, sarebbe augurabile aggiungere anche il titolo del testo da cui è tratta e l'anno di produzione della stessa (e se proprio vi butta, pure l'editore).

Grazie a tutti quelli che hanno contribuito fino ad ora. La rivoluzione ne terrà conto.

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categoria:manifesto
lunedì, 21 novembre 2005
"Forse perché non sono un artista mi importa scarsamente che emerga subito, visibile come la cometa di Bethlem, un grande poeta, dalla voce di tuono, dai capelli al vento. A costui, se apparirà definitivo, porteremo panieri colmi di frutti, diffidandone se li accetterà. Per ora mi riesce di riconoscermi solo in un gruppo di persone sedute intorno a un tavolo"

U. Eco (vent'anni prima di diventare omaggiato grand'autore di best-sellers)
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lunedì, 21 novembre 2005
"Ma oggi che domina il modello del consumatore televisivo eterodiretto è ancora possibile trovare, non dico lettori, ma un tempo di lettura per Proust e Mann?"
"Non lo so. Ma so che, in caso di risposta negativa, sarà peggio per noi"

R. Minore intervista S. Givone
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categoria:interviste
lunedì, 21 novembre 2005
"Mentre leggevo Furoreggiava Kafka, svelto e ammaliante libretto di memorie sul Greenwich Village del dopoguerra, critico ed elzevirista del New York Times avevo la sensazione che qualcosa in quelle pagine non mi fosse del tutto nuova"

E. Trevi
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categoria:trevi
lunedì, 21 novembre 2005
Eh?
"Se la "poesia" è già "là" sarebbe illogico accordare al poeta la capacità di 'prevedere': no, egli "si limita a scoprire" una possibilità umana (quella "poesia" che "è là da moltissimo tempo") che anche la Storia un giorno scoprirà."

M. Kundera, L'arte del romanzo, Adelphi
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lunedì, 21 novembre 2005
Questo, in definitiva, è un posto dove si possono riportare in libertà, senza obbligo di risposta, tutte le minchiate che sono state dette sulla letteratura, descrivendo gli atteggiamenti del cacchio, le prosopopee, gli atteggioni, le sceme del romanzo, gli psicodrammi della critica e le sparate delle recensioni.
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categoria:manifesto
sabato, 19 novembre 2005

Dunque, ascoltate bene.
Chiunque fosse interessato, può prendere spunto: facciamo così.
Per 'rivoltarsi' è sufficente che ognuno di noi apra dove gli pare un blog. Unico obbligo, il titolo, che deve essere uguale per tutti i blog, come la divisa dei soldati di un esercito: "MINCHIATE LETTERARIE", il titolo.
Nessun dovere. Nessuna password. Nessun Capo (di) blog.
Ad accomunarti agli 'altri',
1. il titolo del blog;
2. il fatto di dover (senza obblighi diaristici di alcun tipo) elencare frasi a minchia che siano state dette da scrittori, saggisti, critici, arredatori, stilisti, arredatrici (queste ultime categorie sono facoltative, così come se ne possono aggiungere altre a piacere e volontà) su LA LETTERATURA, IL ROMANZO, soprattutto sui (o nei) romanzi italiani.

In breve tempo avremo una BOSCAGLIA, o una SCURAGLIA piena di frasi MINCHIONE.
Tutti questi BLOG Separati formeranno un SURBLOG accomunato dal nome che ripeto: MINCHIATE LETTERARIE.
Asor Rosa starebbe mano nella mano con Segre. La Cutrufelli con Del Giudice. Ferroni si abbraccerebbe a, che ne so, Luperini.

L'effetto: ci aiuteremo gli uni con gli altri a leggere bene. Impareremo a evitare a dire anche noi (io) solenni minchiate. Lo potremo fare liberamente, anche coperti dall'anonimato.

Uno poi che fa?
Va su google, cerca MINCHIATE LETTERARIE e si guarda i blog, in piena libertà. Ma non da dedicargli troppo tempo, no, uno legge il giornale, vede la minchiata e zac... se l'appunta, la ricopia. Ecco, è finito. Perché se no come si fa? Mica si possono stare a controllare tutte le solenni cazzate che sono state dette negli anni, no?

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